LA PSICOLOGA: UN LAVORO DIVERSO

Quando sono stata invitata, come psicologa del Programma Aiuto agli Studi, non immaginavo la dimensione del lavoro che avrei dovuto affrontare.
Le mie attività comprendono l’accompagnamento dei corsi di Portoghese, Matematica, Informatica. etc., quello degli studenti con borse di studio e un lavoro di formazione umana, sviluppato attraverso attività ludiche, di socializzazione e d’integrazione, durante le quali vengono discussi argomenti quali la cittadinanza, la qualità della vita, la sessualità, le droghe e altre cose. Ma ci sono ancora altre cose da trattare.
Quando ho iniziato a seguire individualmente gli alunni “con problemi”, segnalati dagli insegnanti di Portoghese e di Matematica, ho cominciato a capire, di fatto, le necessità e le carenze di ognuno di loro, scoprendo un altro aspetto di questo lavoro.
Ho notato che nei vari casi esistevano situazioni realmente drammatiche, come quella di un bambino di dodici anni che mi è stato mandato perché aveva problemi di apprendimento, difficoltà a relazionarsi con i compagni e faceva frequenti assenze.
Al primo colloquio ha dimostrato che era molto preoccupato per la sua famiglia, infatti, era lui che la sosteneva, prendendosi cura dei fratelli, (dopo la morte del padre, assassinato dentro casa, davanti alla famiglia intera) e della madre che era ricoverata in ospedale, perché si era ammalata di diabete.
Grazie all’incontro individuale, che si è tenuto ogni settimana, la professoressa di Matematica ha notato dei miglioramenti nel suo comportamento, nella partecipazione e soprattutto nell’espressione del suo viso, ma anche nei rapporti con il gruppo tecnico, con i quali ha creato dei legami, acquisendo maggiore fiducia.
Questo è stato uno dei casi che mi ha portato a scoprire che la differenza del lavoro di questa Istituzione sta nella cura e nell’attenzione allo sviluppo psicologico, sociale e culturale degli alunni e delle loro famiglie, che sono seguiti dal pre-scuola fino ai corsi professionalizzanti.
Lindomery Resende Lagôa