I nonni erano schiavi
Qualcuno in Italia ha osservato: ma perché
non vanno a farsi le loro capanne in un luogo
più sicuro? Semplicemente perché questo luogo
non c'è. Il terreno buono e coltivabile appartiene
a privati (si tratta spesso di enormi latifondi
che il proprietario non conosce neppure)
e se i nostri neri l'occupassero ne verrebbero
cacciati dalla polizia. Rimane solo il terreno
che non può servire a nulla perché troppo
scosceso: è su quello che sorgono questi
miserabili bairros, proprio come quelle favelas
di Rio de Janeiro di cui tutti hanno visto
qualche fotografia. Abbiam parlato di neri.
Infatti gli abitanti di Bom Juà sono, per
il 99%, neri. Quando scoprirono il Brasile,
nel 1500, i Portoghesi sterminarono gli Indiani
che vi abitavano, distrussero le foreste
e le trasformarono in immense coltivazioni
di canna da zucchero. Ma per coltivare la
canna occorrevano braccia: le braccia furono
importate dall'Africa. Nel porto di Salvador,
che è il più vicino alla costa africana,
le navi portoghesi sbarcavano a migliaia
gli schiavi neri catturati in Africa e, in
città, venivano venduti all'asta. Questi
schiavi si sono moltiplicati ed oggi, la
schiavitù è stata abolita ottanta anni fa,
il Brasile ha una notevole percentuale di
popolazione nera (8%), ma la fetta più grossa
di questa popolazione si trova nella zona
di Salvador. Ecco perché i bairros più poveri
sono abitati quasi esclusivamente da neri.
Le sfumature di colore vanno da una leggera
abbronzatura quasi impercettibile al nero
come il carbone, ma tutti hanno caratteristiche
somatiche comuni e, soprattutto, i capelli
crespi. I capelli crespi sono la disperazione
delle ragazze. Avere i capelli crespi significa
essere di razza africana, ed essere di razza
africana significa esser povero, essere emarginato.
In Brasile non sì può dire che ci sia razzismo
vero e proprio, soprattutto i neri non sono
esclusi ufficialmente da nessun luogo e da
nessun ufficio, e il bambino bianco sta seduto
sul banco di scuola accanto al bambino nero
senza farci caso. Tuttavia accade abbastanza
spesso che un nero cerca lavoro e sente dire
che non c'è niente; dopo un'ora passa un
bianco e viene subito preso... Non c'è da
meravigliarsi e neppure da gridare allo scandalo:
il nero, generalmente, è povero, non ha fatto
le scuole, non ha particolare esperienza
di lavoro. Per tutti questi motivi e, soprattutto,
perché è denutrito, non ha neppure una gran
voglia di lavorare... Magari, quando ha riscosso
la prima paga settimanale, non si fa più
vedere sul posto di lavoro per quindici giorni:
si sente miliardario, vuoi godersi la vita,
è incapace di fare calcoli e pianificazioni.
È anche interiormente molto libero, è rimasto
l'uomo delle grandi foreste africane. Non
conosce bene il valore del denaro e se è
una bella giornata e il cuore glielo suggerisce
non c'è impiego che tenga: passerà delle
ore sdraiato sull'erba a guardare le nubi
che passano nel cielo.
continua